Mano a mano
Marco Appugliese ha dedicato parte del suo lavoro fotografico al circo: il suo archivio custodisce alcune migliaia di fotogrammi che riprendono momenti di spettacolo ma anche istanti spontanei fermati dietro le quinte dei più importanti circhi italiani, da quelli delle famiglie orfei, togni, casertelli a quelli più piccoli ma non meno interessanti. Aggirandosi tra i carrozzoni, l'artista coglie il fascino di quell'universo segreto e sconosciuto ai più, in cui la vita itinerante si svolge tra dura disciplina e intima libertà. Sul tema appugliese ha realizzato due mostre: “galattic show" che documenta, anche nei suoi retroscena, l'omonimo spettacolo del circo americano e “mano a mano” di cui qui si propongono gli scatti.
Specialmente quest'ultima raccolta rivela la particolare attrazione del fotografo romano per il dinamismo dei corpi e per il loro mettersi in gioco in precari impossibili equilibri, rivolgendo di preferenza l'attenzione su acrobati e virtuosi dell'arte circense. In “mano a mano” l'obiettivo inquadra sequenze del difficile numero eseguito da diego e mickaela barlay, discendenti di illustri famiglie circensi. Quello dell'autore è anche un omaggio a un'arte troppo trascurata, a uno sforzo immenso di uomini e mezzi. Per realizzare un numero di questo tipo servono due-tre anni di esercizio e per cogliere il lavoro dei due artisti occorre al Fotografo un grande tempismo nell'individuare l'attimo migliore in cui scattare.
Il risultato è che in queste immagini i due equilibristi sembrano provenire da un'altra dimensione, forse anche per gli abiti fantascientifici ma soprattutto per la loro perizia nel giocare con la legge di gravità.














