Fiat 500 Gamine Vignale

La Gamine è una piccola spider prodotta da Vignale dalla fine del 1967 fino al 1974, anno di chiusura della carrozzeria torinese. Alterne vicende impedirono alla Gamine di avere quel successo che certamente avrebbe meritato. Presentata al salone di Parigi del 1967, fu accolta da subito con simpatia ed interesse dal pubblico: la linea ricordava quella delle spider degli anni ’30, tornate in voga proprio alla fine di quegli anni (basti pensare alla replica dell’Alfa Romeo 1750 realizzata da Zagato o alla Siata 850 Spring). La meccanica, basata su quella della Fiat 500F, garantiva affidabilità, economia di esercizio e facilità nel reperimento dei ricambi. La vettura assicurava una guida piacevole e consentiva prestazioni più che soddisfacenti in relazione alla limitata cilindrata del motore. Vignale allestì una piccola catena di montaggio e ne vennero prodotte diverse centinaia di esemplari. La crisi che portò nel 1974 alla chiusura dell’attività del carrozziere torinese decretò la fine della costruzione di questa simpatica biposto quando ancora aveva grosse potenzialità nella nicchia di mercato a cui apparteneva. Attualmente sono poche le unità ancora in circolazione e per i rari esemplari in ottime condizioni vengono richieste cifre che possono superare abbondantemente i ventimila euro, con punte di trentamila!

La carrozzeria, realizzata in lamiera, ha dimensioni simili a quelle della Fiat 500F: lunga 302 cm e larga 130 cm, è però più bassa, 118 cm di altezza, e più leggera, 488 kg. Anche la disposizione meccanica è quella della piccola utilitaria Fiat: motore posteriore di 499,5 cc con potenza di 22 CV Sae a 4400 giri/minuto, trazione posteriore e cambio a quattro marce più retromarcia. I freni sono a tamburo su tutte e quattro le ruote. L’abitacolo, a due posti, è piuttosto confortevole nonostante le ridotte dimensioni della vettura; il guidatore assume una posizione di tipo sportivo, quasi sdraiata, con spazio sufficiente per allungare le gambe. La strumentazione è quella della Fiat 500F ma il cruscotto è di diverso disegno: il tachimetro circolare, con fondo scala a 120 km/h, è disassato verso destra rispetto al volante, sulla sua destra c’è la chiave per il contatto elettrico, gli interruttori per l’accensione delle luci di posizione, per l’attivazione dei tergicristallo, per l’illuminazione del tachimetro e le spie relative all’accensione delle luci di posizione e delle frecce. 

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Il frontale a prima vista ricorda quello di alcune Lancia a motore anteriore ma, ad un esame più attento, il logo al centro della finta calandra del radiatore evidenzia che la vettura è una Fiat. Il cofano anteriore, che si apre lateralmente è ed incernierato dal lato passeggero, chiude il vano occupato dalla ruota di scorta e dal serbatoio del carburante, mentre quasi inesistente è lo spazio rimanente per i bagagli. Al di sopra dei parafanghi anteriori, due finte prese d’aria, una per lato, contribuiscono a dare l’ingannevole idea che il motore sia posizionato anteriormente. Le portiere sono molto basse, ricordano quelle tipiche di alcune spider inglesi; sono presenti i deflettori che si aprono e si chiudono ruotando due pomelli posti ai lati del cruscotto (uno per ogni lato). I parafanghi posteriori sono bombati e raccordati a quelli anteriori accennando l’idea di un inesistente predellino. Nella parte posteriore spiccano i gruppi luce verticali (indicatori di direzione, posizioni-stop, catarifrangenti) e la luce della targa che sono quelli della Fiat 500F. Le griglie poste accanto alla targa svelano la presenza del motore. Il cofano posteriore è incernierato in basso e si apre verso l’esterno della vettura: è piuttosto ampio e rende agevoli le operazioni di manutenzione del piccolo bicilindrico Fiat. Il portabagagli posto sul cofano posteriore della vettura fotografata per questo articolo è stato ricostruito artigianalmente secondo le specifiche originali. Le ruote Borrani a raggi (era possibile richiederle come optional) conferiscono alla vetturetta un’aria sportiva. La Gamine è nata per essere utilizzata aperta, comunque una capote in tela con lunotto in materiale plastico consente di proteggere dalla pioggia e dalle intemperie gli occupanti; anche i finestrini laterali rimovibili sono in materiale plastico trasparente. Nel 1968 la Vignale commercializzò un hardtop in resina con lunotto in vetro.

A distanza di quasi cinquant’anni dalla presentazione la Gamine è ancora una vettura divertente da guidare anche se le sue prestazioni non sono paragonabili a quelle di un’automobile moderna e può essere una compagna affidabile per piacevoli gite all’aria aperta durante la bella stagione.

 

(Questo testo ed il servizio fotografico, realizzati da Marco Appugliese,

sono stati pubblicati sul N°18 del 2014 del perodico epocAuto)

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