Jaguar XK 140

La sigla XK comparve per la prima volta sulle vetture della casa di Coventry nell’ottobre del 1948 quando William Lyons volle stupire i visitatori del Motor Show di Londra (il primo del dopoguerra) presentando il prototipo della roadster XK 120 (il numero indicava la velocità in miglia raggiungibile dalla vettura) dotato del nuovo motore bialbero XK6, un sei cilindri in linea di 3442 cc in grado di erogare 160 CV. La linea della vettura, morbida e filante, affascinò i visitatori dell’esposizione londinese tanto da spingere William Lyons a metterla in produzione per sostituire l’ormai datata SS 100. La XK 120 fu prodotta dal 1948 al 1954 nelle tre versioni (che caratterizzarono anche i successivi modelli 140 e 150) OTS (Open Two Seater), FHC (Fixed Head Coupè) dal 1951 e DHC (Drop Head Coupé) dal novembre del 1952. La OTS era la versione roadster, due posti secchi e priva di capote; la FHC era la versione coupé con tetto rigido fisso in metallo; infine, la DHC era la versione spyder con capote in tela. La FHC e la DHC erano inoltre caratterizzate dal cruscotto e dal rivestimento dell’interno delle portiere in radica. Le prime XK 120 prodotte avevano la carrozzeria in alluminio poi, nel 1950, la carrozzeria fu costruita in acciaio, ad eccezione delle porte e dei cofani anteriore e posteriore che rimasero in alluminio. Nel 1951 fu introdotta la versione SE (Special Equipment) nelle tre varianti OTS, FHC e DHC: in tutte il motore adottava la testata di tipo C (Competizione) che faceva salire la potenza a 213 CV, le sospensioni erano più rigide, il sistema di scarico era doppio e le ruote a raggi erano montate di serie. Le XK 120 dimostrarono sin da subito di essere molto veloci tanto da convincere William Lyons, restio alle competizioni, a far scendere in pista ufficialmente le sue vetture: la prima vittoria fu ottenuta da Leslie Johnson nella “One-Hour Production Car Race il 30 agosto” del 1949 a Silverstone. L’anno successivo le XK 120 presero parte a prestigiose gare quali la 24 Ore di Le Mans, la Targa Florio, la Mille Miglia, il Tourist Trophy (primo posto con Stirling Moss) ottenendo risultati di rilievo; inoltre, guidata da Leslie Johnson e Stirling Moss, stabilì il record di velocità sulle 24 ore (alla media di 172,94 km/h compreso il tempo per i rifornimenti). La carriera agonistica della XK 120 proseguì con successo anche negli anni successivi: nel 1951 la Jaguar costruì una particolare versione con telaio tubolare per le competizioni, denominata XK 120C (più conosciuta col nome di C-Type), con cui 

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trionfò nella 24 Ore di Le Mans nel 1951 e nel 1953. Nel 1951 stabilì il record sull’ora alla media di 212,16 Km/h e nel 1952 una XK 120 Coupé fissò alla media di 161,43 Km/h il record sulla percorrenza di sette giorni e sette notti. 

 

Nel 1954 venne presentato il modello XK 140: l’esemplare delle immagini (versione OTS con motore SE) è stato costruito nel 1955 e consegnato nello stesso anno al concessionario ufficiale Jaguar della Pennsylvania. La sua targa originale è una targa personalizzata richiesta dal proprietario americano che riporta la denominazione del modello. La vettura è stata acquistata dall’attuale possessore ed importata in Italia una decina d’anni fa. Il suo colore celeste e quello blu scuro dei cerchi sono tinte originali: solo pochi esemplari sono stati realizzati in questa colorazione. La XK 140 OTS SE è una roadster che mantiene l’impostazione tecnica e stilistica del modello che l’ha preceduta. Le modifiche estetiche che risaltano subito all’occhio, confrontando i due modelli, sono i paraurti cromati di maggiori dimensioni e con rostri, il diverso design degli indicatori di direzione anteriori, le luci di posizione anteriori montate sui parafanghi sopra al paraurti ed i diversi gruppi ottici posteriori che incorporano contemporaneamente le frecce e gli stop. Leggermente diversa è anche la calandra e nuovo è il profilo cromato che percorre il cofano anteriore centralmente fino alla base del parabrezza per proseguire poi sul cofano posteriore. Su quest’ultimo uno scudo rosso al cui interno è scritto “Winner Le Mans 1951-3” ricorda le vittorie ottenute dalla Jaguar nel 1951 e nel 1953 alla prestigiosa competizione francese. L’abitacolo è stato reso più confortevole: è stato possibile ottenere maggior spazio per le gambe degli occupanti posizionando diversamente il motore, il parafiamma, la batteria ed il cruscotto. Quest’ultimo nell’esemplare del nostro servizio è rivestito in pelle (anche per la XK 140 la radica di noce era riservata alle versioni DHC e FHC per rifinire il cruscotto e l’interno delle porte) e l’apertura delle portiere è consentita dall’interno tramite un cavo, azionabile anche dall’esterno, quando la vettura è in configurazione chiusa, tramite una linguetta collocata nei finestrini laterali (le versioni DHC e FHC sono fornite invece di maniglia). La capote in tela ed i finestrini laterali trovano posto dietro ai sedili. Il parabrezza è rimovibile e può essere sostituito da due vetrini (in tale assetto la vettura consente una maggiore velocità massima); inoltre, una copertura in tela (tonneau cover) consente durante la sosta di mantenere asciutto l’abitacolo in caso di pioggia (la versione DHC è invece dotata di una capote imbottita che in configurazione aperta rimane sulla carrozzeria, il parabrezza è fisso ed ha dietro ai sedili anteriori una panchetta non in grado però di ospitare persone adulte). La capote ed il tonneau cover (entrambi originali) della vettura delle fotografie sono di colore blu.

Dal punto di vista meccanico la XK 140 ha fruito, rispetto alla XK 120, di migliorie all’impianto frenante (fu adottato di serie il servofreno) e all’assetto che è stato irrigidito per garantire una guida sportiva più precisa. Il motore è sempre il sei cilindri in linea di 3442 cc disponibile nelle versioni Standard (potenziata a 190 CV a 5500 giri/minuto) ed SE. Dal 1956 poteva essere richiesto come optional il cambio automatico a tre rapporti.

Nel 1957 venne commercializzata la XK 150 nelle versioni DHC e FHC, sia Standard che SE (la versione OTS venne prodotta dal 1958 in quanto gli stampi della precedente XK 140 OTS erano andati completamente distrutti nell’incendio che l’anno precedente aveva colpito un’ala dello stabilimento della Jaguar). Esteticamente, rispetto alla precedente XK 140, la vettura presentava un frontale completamente ridisegnato, una linea di cintura più alta e nel complesso una carrozzeria più bombata ma ugualmente sinuosa e piacevole. Dal punto di vista tecnico sospensioni e telaio erano simili a quelli della XK 140; la vettura presentava però l’importante novità dell’adozione dei freni a disco con servofreno su tutte e quattro le ruote. I motori inizialmente erano gli stessi della XK 140 nella versione Standard ed SE, ma, poiché le prestazioni erano inferiori a quelle della XK 140, nel 1958 fu introdotta la versione della XK 150 denominata S, il cui propulsore aveva tre carburatori SU HD8 che innalzavano la potenza a 253 CV a 5500 giri/minuto. Nel 1960 la Jaguar, aumentando l’alessaggio a 87 mm, presentò il motore di 3781 cc di cilindrata che sviluppava nella versione Standard (quella a due carburatori SU HD6) 223 CV e nella versione S (quella atre carburatori SU HD8) 269 CV. Le XK 150 furono costruite fino ad ottobre del 1960 e rimasero in listino fino all’anno successivo quando venne commercializzata la E-Type.

La produzione complessiva delle XK (dal 1948 al 1960 nei vari modelli 120,140 e 150 e versioni OTS, DHC e FHC) è stata di poco inferiore alle 29000 unità.

 

In tempi relativamente recenti la denominazione XK è stata ripresa dalla Jaguar per la serie che avrebbe dovuto ereditare il successo e la tradizione sportiva della E-Type: nel 1996, infatti, al Salone di Ginevra, fu presentata la XK8 e due anni dopo la versione ancor più performante XKR. Il modello XK è stato sottoposto a continui miglioramenti e aggiornamenti tecnici e stilistici: esso è tuttora commercializzato in diverse versioni che sanno conciliare l’eleganza e la sportività che da sempre contraddistinguono la produzione della casa britannica. Vogliamo solo ricordare che la XKR-S, sia nella versione Coupé che in quella Convertibile, grazie al motore V8 da 550 CV può raggiungere i 300 Km/h ed accelerare da 0 a 100 Km/h in 4,4 secondi.

 

(Questo testo ed il servizio fotografico, realizzati da Marco Appugliese,

sono stati pubblicati sul N° 21 del 2014 del perodico epocAuto)

Scheda tecnica completa

Nota: i dati della tabella sono quelli riportati nella documentazione della vettura delle foto. Come optional era possibile richiedere l’overdrive.